Litfiba – Milano – Alcatraz

24/05/2022

Che l’Ultimo Girone dei Litfiba non fosse un tour normale l’ho realizzato alle 19.30 del 24 maggio 2022, bloccato in un traffico infernale che ha completamente paralizzato il quartiere Isola di Milano.

All’inizio pensavo ad un incidente, poi guardando dentro i finestrini delle auto compagne di coda ho capito che si trattava di gente come me, disperatamente in cerca di un modo per arrivare all’Alcatraz in tempo: in tanti anni di frequentazione del locale non mi era mai capitato di non riuscire nemmeno a raggiungerlo!

Alle 20,45 sono ancora a due km dalla mia destinazione e il tempo stringe: così decido che i Litfiba valgono bene una multa, arrampico la mia auto su un marciapiede e, zaino in spalla, scatto a grandi falcate verso l’Alcatraz.
Arrivo alle 21.00 esatte, ansimante e giusto in tempo per sibilare il mio nom… ops! richiedere il mio pass foto e finalmente sono dentro.

L’Alcatraz è pieno! Che colpo d’occhio superbo! Ma non erano tutti al concerto di Vasco, oggi?

Con un minimo ritardo sull’orario ufficiale, probabilmente dovuto alla coda di pubblico formatasi all’entrata, le luci si abbassano ed entrano in scena loro, i Litfiba, per la loro prima tappa milanese del tour di addio alle scene.
L’attacco è maestoso: El DiabloProibito e Dimmi il nome sparate a raffica infiammano in un lampo tutti i presenti. L’Alcatraz è già un girone infernale e il suo tempio è il palco dove campeggiano quattro X enormi, una per ogni decade di carriera, “più forti di tutte le Z sui fottuti carri armati di Putin!” urla Pelù protendendosi verso le transenne e la folla.

Piero è un animale da palcoscenico, in forma smagliante: salta, balla, corre e non perde una battuta. Difficile stargli dietro con l’obiettivo, ma ancora più difficile stargli dietro con il fiato: dopo l’urlo catartico “Terremooooto!!” decido di concentrarmi solo sulle foto e di risparmiare la mia povera voce, già provata da 15 minuti di rock indiavolato. Come faccia lui ad andare avanti per me è un mistero.

Ghigo domina il suo lato del palco. Me lo aspettavo più tranquillo e invece canta, incita il pubblico e, quando vede che ho l’obiettivo puntato su di lui, mi concede un grintoso urlo dritto in camera, mentre uno dopo l’altro spara in assoluta semplicità e scioltezza i riff che hanno fatto la storia del rock italiano. Grazie Ghigo, te ne sarò grato per sempre.

Dopo il terzo pezzo purtroppo è ora di abbandonare il pit, la security ci accompagna a lato, sono completamente appagato e sudato fradicio; mi accomodo tra il pubblico e mi godo ancora un po’ di concerto (Eroi nel vento, Apapaia, L’impossibile, Sparami, Istambul, Fata Morgana, Spirito), prima di lasciare l’Alcatraz a malincuore e ritornare alla macchina.
Ci vediamo al Rugby Sound Festival tra poco più di un mese, cari Litfiba, perchè voglio che questo addio si consumi nella maniera più lenta possibile.

Per la cronaca, la multa non me l’hanno fatta.

(Articolo originariamente scritto per The Front Row)

My favorite track

Cangaceiro - Litfiba El diablo Live tour 1991